3 settembre
Branca si sarebbe chiamato Gulopiatto, lo sbirro numero uno Cartolaio Numero Uno e il numero due Pucci-Gatto. Come segnale telefonico di riconoscimento venne selezionato il triplo starnuto.
Quel pomeriggio Branca, impegnato a controllare sotto false spoglie gli acquedotti della città, dimenticò di avere un appuntamento con Carlos, suo vecchio compagno dei tempi perduti, quando, a bordo di un treno con due soldi in tasca, sembrava possibile qualsiasi cosa.
Al termine di una serie di ispezioni inconcludenti il commissario tornò a casa, ascoltando gli Audio 2 all’autoradio e grattandosi sporadicamente e voluttuosamente le chiappe. Quando si trovò in prossimità della propria abitazione, vide una gran folla che si accalcava sul marciapiede. Diversi agenti di polizia cercavano di mantenere l’ordine.
Il commissario smontò trafelato dalla vettura e domandò ad uno dei piedipiatti: “Io abito qui. Che è successo?”
“Hanno fatto fuori un uomo. Ma la cosa incredibile è il come: gli hanno gonfiato lo stomaco d’acqua fino a farlo scoppiare. Poi lo devono avere gettato qui. Chissà perché!”
“Sapete chi è il poveretto?” domandò Branca, con fare agitato.
“Ma, non saprei. Credo sia di origine ispanica”
Branca si fece strada fra la folla, calciando e sgomitando. Il cadavere di Carlos gli apparve come un orrendo e macabro segno di sfida.
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