lunedì 19 febbraio 2007

Un sofficino troppo duro per il commissario Branca

1 settembre

Branca si svegliò con la netta sensazione di avere dormito troppo il giorno prima. Nel posacenere numerosi mozziconi e, sul tavolo, una bottiglia di quello forte, quella vuota.
“Cazzo di vita” pensò.
Decise con un risoluto atto di coraggio che era finalmente ora di andarsi a cucinare quei due sofficini che da sei mesi giacevano in freezer. L’olio nella padella scoppiettava.
Il questore Pianini si alzò contento dopo quella campale giornata che era stata il 31/08: per cominciare si era pappato una bella brioche di qualche stronzo in ufficio, indi era giunto a capo del caso che stava per impedirgli il trasferimento senza muovere che mezza chiappa dalla sedia per scoreggiare e come se non bastasse aveva passato tutta la serata a farselo succhiare. Davvero una gran giornata.
La doccia non serviva nemmeno a svegliarlo (non sarebbe andato al lavoro), era più un atto celebrativo.
Ancora umido, coccolato dall’accappatoio ruvido, si diresse ciabattando verso la cucina…
“ciao amore… sofficini?”


Dio

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