sabato 7 aprile 2007

Dio è solo uno scrittore

7 settembre, sera

Branca restava immobile in un angolo della cella, paralizzato dal dubbio che tutto quell’incubo fosse reale. Poi, gli parve di notare un’ombra rapida che scivolava sottile fra le sbarre. Nelle narici avvertì un bruciore di incenso. Le palpebre crollarono come due serrande di una vecchia autorimessa.

8 settembre

Risveglio al buio, come circondato da un lenzuolo di plastica. Freddo glaciale e un dolore boia all’inguine. Il commissario si sentì scivolare all’indietro, quasi si trovasse su una canoa in balia delle rapide. Le sue pupille furono presto invase da una luce accecante. Carlos, vestito da medico, lo scrutava dall’alto.
“L’unico modo per portarti fuori di là amore era di farti credere morto. So che non ti piacciono i posti freddi, ma sappi che adesso la tua pellaccia è più dura che mai!”
“Dimmi che è un cazzo di trip e che sono un drogato di merda. Ma dove sono. Questo è un obitorio. Allora sono morto anche io. Ma che cos’è? Siamo dei Nosferatu?”
“Ah, ah.. ma che dici! Ti ho già detto di abbandonare le tue sciocche categorie di vita e morte…col tempo capirai. Ma ora che sei libero la G.D. ha bisogno di te! Per attivare il Meccanismo mancano le due chiavi. Tu eri uno sbirro e sai dove andarle a cercare le cose. Vedi la G.D. per via della mia intercessione, conta molto su di te..”
La G.D.? Ma che cazzo è? Chi cazzo siete? Dio, forse?”
“Oh, no: molto meglio. Dio è soltanto uno scrittore, che non offre alcuna possibilità di scelta ai suoi figli. Noi invece lasciamo che siano i nostri figli a scrivere le pagine della loro vita!”
“Sei solo un pazzo! Ti odio. E giuro che quando vedo Cardinali io…”
“C, mi raccomando. Rivestiti adesso. Tra un’ora davanti al Vescovado. Se non ci sarai, preparati ad atroci sofferenze!”
Un lampo abbagliò gli occhi del commissario che si ritrovò solo nella stanza. Al suo fianco era adagiato un elegante completo di sartoria messicana. All’improvviso il soffitto dell’obitorio si squarciò e da lì discese un aura luminosa. Questa si dissipò, lasciando apparire un uomo alto dai capelli biondi. Indossava un abito bianco e scintillante. Branca pregò perché fosse soltanto un sogno, ma quello parlò:
“Non è un sogno, commissario! I sogni se li sono presi loro. Ma io posso restituirteli. Posso liberarti dalla maledizione!”
“Chi sei, per Dio! Ma che cosa ho fatto? Che ho fatto?”
“Non è il momento di frignare. Mi chiamo Angelo e ti porto un messaggio: non recarti al Vescovado tra un’ora. La G.D. è il male e C deve essere annientato. Non regalarti al loro servizio. Ti aspetterò, tra sessanta minuti, alla chiesa dell’Annunciata. So che non mi deluderai!”
Un nuovo lampo luminoso. Branca si stropicciò gli occhi. La stanza era perfettamente in ordine. Un vecchio orologio a parete segnava le diciassette in punto.

Superpippo

2 commenti:

Totò ha detto...

Il mstro inesistente ed invisibile di Lost al commissario Branca "GLIE FA 'NA PIPPA"....

Essere Superiore ha detto...

bravo toto...questo è lo spirito giusto..il giorno di Pasqua si legge Branca, l'unico idolo dei nostri tempi