8 settembre
Branca era comodamente adagiato sul divano a sorseggiare caffé da una tazza gigante mentre si riguardava per l’ennesima volta “Milano Odia, la polizia non può sparare”. Sapeva a memoria tutte le battute di Tomas Milian.
E poi non poteva dormire, forse nemmeno rimanere in casa. Sapeva di un tunnel all’ex salamini dove potevi trovare delle buone capsule o qualcosa per tenersi su: svegli e attivi. Decise di uscire.
IL posto era più umido del previsto. Un pusher incappucciato dentro una felpa grigia lo accolse all’ingresso del cunicolo.
“Che ti serve?”
“Anfe”
“Ti avevo detto che dovevi essere due ore fa davanti all’annunciata”
Branca non riusciva a vederlo in faccia.
“Brutto posto le chiese, preferisco non metterci più piede.”
“Ci sono chiese e chiese. È un momento di transizione Branca. Il conclave ha già fumato due volte nero ma C si fa ogni giorno più forte”
“Pensavo avessero già eletto papa un tedesco”
“La tua ironia è fuori luogo ispettore, la battaglia finale si gioca in questa diocesi.. se C apre il reliquiario..”
“Ma vaffanculo voi e il portaossa”
“Dovresti aver capito che sei già molto coinvolto”
“Per quanto ne so io, Angelo, non sei certo meglio di Cardinali”
“L’importante è che tu non sia andato nemmeno al vescovado oggi. Cerca di rimanere sveglio, prendi questo!”
Un barattolo di pillole azzurre volò dalla mano di Angelo a quella dell’ispettore.
Al rientro a casa lo attendeva in lacrime il Pianini.
“Sei vivo! lo sapevo… me lo sentivo”
“Sono molto stanco e ho fame, perché non fai un paio di sofficini?”
“Subito” rispose il compagno asciugandosi le lacrime.
Branca ingollò una chicca turchese e appoggiò il trench all’appendiabiti quando notò la tasca gonfia della giacca di Pianini:come poteva aver lui la sua pistola?
Deciso ad ottenere spiegazioni si diresse in cucina.
Prima di poter proferir parola sul braccio dell’ex ispettore apparve una croce intrecciata colore blu elettrico. Nei suoi occhi lampeggiò una violenta luce azzurra. Puntò l’arma e esplose il colpo.
Pianini cadde come un calzone ripieno sul pavimento.
La voce di Angelo risuonò nel vuoto.
“Solo un avvertimento.. ti controllano anche quando sei sveglio Branca, stai in guardia.”
La croce gli scomparve dal braccio e tutta la stanchezza tornò a farsi sentire.
Si chinò verso l’amante defunto e notò un piccolo segno sul collo, quasi una puntura.
“E tu da quanto è che non dormivi la notte?”
I sofficini erano completamente sporchi di sangue e un budello friggeva sulla piastra elettrica ancora accesa. Decise di vedere se al Covaccio a quell’ora si potesse ancora mangiare un boccone.
Dio
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