11 Settembre
Branca aleggiava sul greto di fianco al proprio corpo in fiamme e vedeva tutto. Il cilindro che conteneva la sua anima fumava almeno quanto il suo corpo di aneroide perfetto. Alfa aveva deciso altri piani per tutti e aspettava immobile nel buio in mezzo al fiume.
Fischiarono le sirene. Dall’auto della polizia sul ponte scese un gigantesco sbirro dagli occhi turchesi.
“Dacci l’aneroide Alfa!”
“Da quanto lavori per B Angelo?”
La divisa dell’essere azzurro venne dilaniata in un secondo dallo spiegarsi di due gigantesche ali. A planò sul torrente.
“Non sono in grado di risolvere i due codici e non posso accedere al reliquario Alfa. Cosa dovevo fare? Non c’è possibilità di scalare il conclave per un angelo. Consegnami Branca o ti ammazzo.”
“Nostro padre Gabriele non lo avrebbe mai voluto”
“È tardi per le ramanzine, sorellina”
Il demone biondo si scagliò sul decomposto incappucciato avvinghiandolo in una nube di energia mentre Branca guardava indifferente i propri occhi che si scioglievano nella scatola cranica.
Un urlo. Angelo. Un artiglio di Alfa lo aveva trafitto al torace, nettare violastro sgorgava dalla ferita mentre questi si inginocchiava sull’umido greto.
“Addio fratello” disse Alfa andando a raccogliere il cilindro con l’anima.
“Caro ispettore stai per far parte della famiglia” il demone grigio si avvicinò al fratello agonizzante e spinse con forza il cilindro nella ferita, fino a rompere il cuore di diamante.
Branca riaprì gli occhi in un punto bel lontano da quello dove gli aveva chiusi. Gli sanguinava il petto. Vide Alfa dirigersi nel rogo che avvolgeva il proprio vecchio corpo e prendere fuoco.
Nessuna tristezza, nessun sentimento albergava nel cuore dell’ispettore che, indifferente, spiegò le ali e si librò nell’aria.
Volare però era davvero un gran sensazione.
Dio
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