martedì 1 maggio 2007

Getta la maschera, professor J

9 Settembre. Mattino presto

Fuori dal capannone del quartiere artigianale di Moletolo era parcheggiata una grande macchina verde.
Branca guardò il sole nascente: aveva un sonno tremendo, ma non poteva dormire.
Il professor J era un uomo gigantesco vestito totalmente di lana grezza sudicia, compreso l’ampio mantello. La sua bocca era un campo di battaglia in cui pochi denti erano sopravvissuti, la sua voce roca, i suoi occhi spenti.
Analizzò con cura la puntura all’inguine di Branca.
“Non posso più farci niente: l’ago è in sintonia con il plesso solare, se lo tolgo ti ammazzo. Carlos ti si è ficcato dentro un po’ più del solito”
Rideva.
“Ma posso darti qualcosa per farti dormire tranquillo per un po’”
Il professore estrasse da una tasca una lunga siringa e dieci fiale in un sacchetto.
“Dritta nel cervello e ti garantisci otto ore senza che il messicano ti rintracci ma vacci piano che.. dormire troppo fa male”
Rideva.
“Cos’è la G.D.?”
“Puoi farmi una sola domanda Branca, è la regola. E’ questo che davvero vuoi sapere?”
“Si”
La Giustizia Divina è l’organo di polizia del Santo Padre o, in periodo di elezioni, del membro dominante del Conclave”
“C ?”
“Una sola domanda ispettore. Ora vada, i miei uomini la riporteranno dove l’hanno prelevata”
“Sono venuto da solo” Disse Branca mostrando il biglietto con l’indirizzo
“Alfa!?”
J si alzò urlando mentre gli occhi diventavano verde scuro. La sua bocca cominciò a secernere un liquido nero capace di fondere il pavimento sul quale pioggierellava.
Senza pensarci su Branca inghiottì due pillole turchesi: due croci blu gli apparvero sulle braccia e in pochi secondi riuscì a divincolarsi dal mostro.
Scappando dal capannone fece solo in tempo a vedere una grande macchina grigia.
A casa non poteva tornare così si andò a nascondere nei pressi della Piscina.
Mentre le croci scomparivano e il sonno tornava sentì nuovamente la voce di Angelo.
“E così B è tornato e vuol giocare la partita.. Butta via quelle siringhe Branca, non ne hai bisogno, io solo ti sto concedendo il potere”
Banca prese una fiala e la ruppe nella spada che poi delicatamente infilò nell’orecchio fino a bucare il cervello. Le pupille gli si fecero enormi e color verde scuro. Prese sonno subito.

9 settembre. Notte

Credeva di non aver mai dormito così profondamente.
Un uomo incappucciato gli stava di fronte e in piedi. Lo stava fissando.
“Ti è già venuta la vena” disse indicando una grossa escrescenza verde sul collo dell’ispettore
“Alfa?”
“E chi se no?”
“Perché non mi hai detto che il professor J fosse B? Lavori per lui?”
“Ci lavoravo, ma tu ne avevi bisogno…. benvenuto nel mio difficile mondo”
Si sedette e prese a mischiare tre polverine colorate.
“Vedi: anche io ho il cocktail completo”
Alfa si chinò e sniffò tutto il miscuglio: solo allora Branca gli vide il volto… o quanto ne restava.

Dio

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