22 Settembre
La festa al palazzo del vescovado era iniziata.
Ogni esponente dei poteri occulti non poteva mancare all’evento più significativo della stagione: tra le imponenti guardie della G.D. sfilavano uomini comuni, maghi, streghe, trolls e mostri senza tempo.
Strani volti di razza Aliena intorno all’immenso buffet. Ai lati dei sessanta tavoli imbanditi sessantuno splendide monache messicane rasate offrivano in ginocchio vino dal seno.
Altre schiave in ogni stanza: in una di queste una decina di nani prendeva possesso liberamente di un maggiordomo ben lieto di assentarsi per qualche minuto dal lavoro.
Polizia ordinaria e malavitosi brindavano assieme, divi del cinema subivano improvvisati interventi di chirurgia estetica, anziane impellicciate orinavano in vasi d’argento e riempivano il calice a floridi sudanesi al guinzaglio.
In ogni dove sacrifici: chi sgozzava un agnello nero, chi macchiava il parquet col sangue del servo. Una dozzina di dobermann scorrazzavano per la festa avventandosi sulla cruda carne che veniva loro offerta.
Decine di biondi funzionari della Gestapo ridevano alle canzoni di un vecchio menestrello, avanguardisti dipingevano su gigantesche tele con sangue di anziani mutilati per l’occasione, fanatici a coppie si eviravano e porgevano il proprio sesso reciso alla bocca del compagno, inquieti satiri pederasti montavano qualsiasi cosa sotto i dieci anni di età, altri frustavano la sposa e la offrivano a tutti, altri ancora sposavano un cadavere e si toglievano la vita con essenze di rosa dai cinque petali.
Era davvero parecchio tempo che Branca non prendeva parte ad una festa così divertente e così mentre si appropriava in un angolo della verginità anale di una suora filippina rimuginava sulle straordinarie coincidenze che avevano portato l’invito nella sua mano.
Mancavano meno di due ore all’equinozio e la portata della gigantesca fontana della sala principale pareva crescere ogni minuto di più. L’aria si faceva sempre più afrodisiaca e la dimensione orgiastica sempre più confusa e potente.
Un suono lugubre richiamò nel cortile interno tutti coloro in grado di muoversi.
Il comignolo della Sala del Segreto fumava nero per la terza ed ultima volta.
Dio
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