martedì 5 giugno 2007

Il secondo raggio di sole

20 Settembre. Pomeriggio. Campetti

Nessun nascondiglio poteva avere valore per Carlos ormai. Abbandonatosi dentro il corpo del figlio, il sudamericano pensava solo a quando lo avrebbero preso.. tre giorni all’equinozio.
Era alla decima bottiglia di oligominerale quando il cielo del parco Ferrari si fece improvvisamente molto scuro.
“Caifa” tuonò potente la voce di Carlos dalle giovani corde vocali del figlio.
Il buio lo avvolse.

20 Settembre. Pomeriggio. Puerto Lempira

La luminosissima spiaggia delle Speranze ospitava la più importante cerimonia Zoroastriana degli ultimi tre secoli.
Un ragazzino di sei anni circa sedeva sull’altare del Tempo mentre un vecchio sacerdote urlava frasi di una memoria antica, incomprensibili.
Tutto attorno bellissime ancelle nude tendevano verso il cielo ciotole colme d’incenso fumante.
Il mare irrequieto si calmo all’improvviso e da una nube sgorgò una luce densa come un ruscello che si rovesciò impetuosamente nella bocca aperta del ragazzino.

20 Settembre. Crepuscolo. Interno imprecisato

Chico\Carlos si svegliò per l’odore del sangue, non gli ci volle molto per capire che fosse il suo.
Era sdraiato su un tavolaccio di legno.
Caifa in piedi innanzi a lui lordo di plasma guardava uno strano contenitore fluorescente di liquido amniotico dove intrecciati tra loro galleggiavano quattro arti umani che non ebbe difficoltà a riconoscere.
“L’altra metà della formula l’hai immessa nella psiche di Branca vero Carlito? Dove si trova quel depravato?”
“Non ne ho idea” bofonchio il torso umano sul tavolo.
“Muori dannato highlander messicano”
Caifa estrasse il pungiglione dal collo di Chico.
“Di addio a papà” Il demone ruppe l’ago e Carlos evaporò in una piccola nuvola scarlatta.
“Ora non ti preoccupare piccolo, non voglio ucciderti, tanto conciato così non vai lontano ma mammina ha detto che proprio non puoi raccontare in giro di essere uscito dalla sua passerina… quindi..”
Caifa afferrò con violenza la lingua del ragazzino e la recise con la motosega schizzando in ogni dove poi afferrò il busto mugugnante del poveretto e lo scagliò nel liquido amniotico.
“Riposati, è stata una giornata stressante”
Una tremenda risata scosse le fondamenta della piscina di via Zarotto come lo sbadiglio di un migliaio di morti.

20 Settembre crepuscolo, Puerto Lempira

Il sacerdote e le ancelle giacevano a terra. Tutti morti per la violenza del rito. Solo il giovanissimo sudamericano respirava, trafitto da migliaia di raggi di luce.
“Papà, fratello…il demone Caifa non solcherà questo suolo a lungo.. vi vendicherò”
Una sfera dorata avvolse il profeta ed il cielo s’adombrò come se non dovesse mai più tornare il sole.

Dio

Nessun commento: