1 Ottobre Nuova Era
È cosa nota che alcuni posti vivano un eterno presente.
Chiunque abbia messo piede al Covaccio nei giorni successivi all’avvento dell’Iscariota non lo avrà trovato così diverso dal solito.
Fuori dal locale le auto parcheggiate sostavano nel medesimo frame di realtà industriale, in posa nel perfetto contraltare di una cartolina.
Il Grande Buio aveva perfino stemperato le più significative differenze cromatiche, poco importava che, nella zona antistante la bettola una cadillac nera passasse silenziosa a mezz’aria, avvolta da una nuvola azzurra guidata da un diavolo rosso che fumava erba idroponica con il cadavere di Vincent Gallo.
La clientela era un po’ cambiata ma erano rimasti gli odori come antenati fisici degli affetti e ogni tre urla demoniache teneva l’accento sulla battuta il suono atavico di un sofficino ghiacciato che impattava sulla piastra.
Tra non-morti ed esseri infernali si incontrava perfino qualche umano, qualche aneroide attaccato alla vita con la moquette sullo stomaco, il coltello fra i denti e una bottiglia di oligominerale.
Ed infine c’erano i tavoli da gioco avviluppati dal fumo, stretti da silenzi assassini, intrecciati da un sottovoce di bestemmie.
Branca aveva chiuso un full, stretto fra le dita scheletriche.
Nel cranio vuoto la breve conversazione con Giuda:
“Non posso fare nulla per te. Sarai costretto a vagare e a sgretolarti anno dopo anno, secolo dopo secolo fino a quando non diverrai polvere e anche allora la tua anima non troverà pace”
Eppure il suo spirito era sereno come un monolite in un giardino di noia quanto al corpo un miracolo lo aveva ricevuto:
“Ti concedo un organo solo, un organo a scelta. Dimmi dove vuoi che restauri una fetta della tua umanità”
Sul retro del Covaccio una puttana dalla lingua biforcuta si protendeva in ginocchio verso uno scheletro intento ad infilarle piccole pepite d’oro nel seno.
Dio
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