sabato 1 settembre 2007

L'arca degli eletti

22 Settembre

Mentre le campane suonavano lugubremente a onorare il ritorno del sommo traditore, Branca lanciò uno sguardo alla piazza ed assistette ad alcuni incredibili avvenimenti. Ancelle spettrali emergevano dal sottosuolo, per pulire l’iscariota dal sangue di cui era cosparso il suo corpo e vestirlo di sfarzosi paramenti cerimoniali. Nel frattempo un gruppo di uomini, scortato dalle forze di polizia, si stava dirigendo verso l’astronave-battistero. Branca vi riconobbe politici, membri della curia, scienziati di grande fama, calciatori e uomini dello spettacolo. Al loro seguito erano schiavi di colore che spingevano gabbie contenenti bellissime donne, cinque per ciascun continente.
“C ha mandato il segnale di evacuazione” sentenziò Alfa “Ma non ti illudere: non gli importa il futuro dell’umanità. Quegli scienziati hanno i suoi geni. Spera che nella nuova società perfetta lo riportino in vita!”
Il manipolo degli eletti varcò il portone di ingresso dell’edificio. Alcuni demoni striscianti provarono a far breccia nel legno massiccio ma la statua di San Giorgio, prontamente animatasi, li fece a fettine con la sua spada leggendaria.
“Ci conviene allontanarci da qui, commissario”
L’Ecatonchiro balzò sulla cima della cupola della Cattedrale, mentre Giuda varcava la soglia del Duomo accompagnato da una schiera di creature deformi apparse da chissà dove.
L’astronave si staccava lentamente dal terreno, in attesa che il motore principale si portasse a pieno regime, per lanciarsi come un bolide tra gli spazi siderali.
Una palla di cannone sibilò nell’aria densa di cenere e perforò da parte a parte l’edificio battesimale, che vacillò un istante. Allora le sue pareti di marmo si sgretolarono come cera, svelando così il nucleo metallico e fantascientifico dell’astronave, fumante e luccicante. Una seconda cannonata, ancor più potente della prima, impattò alla base del veivolo, inclinandone leggermente la posizione. Un terzo proiettile danneggiò i propulsori, affievolendone notevolmente la potenza. Il mezzo spaziale partì allora a velocità ridotta, seguendo una traiettoria obliqua, a quarantacinque gradi. Poi, impattò con il campanile del Duomo, portandosi così in posizione orizzontale. Il colosso dei cieli guadagnava velocità, non riuscendo però a prendere quota. Mentre sorvolava già Via Garibaldi, Scilla, la trottola impazzita, si posizionò sotto di esso e sparò verso l’alto la sua punta di diamante. Questa, in uno scoppio colossale, mandò in frantumi l’astronave e con essa il sogno di Cardinali di rinascere in una società perfetta.
Alfa scoppiò a ridere, mentre l’ex commissario, ormai del tutto indifferente a quegli avvenimenti, pensava a quanto sarebbe stato bello poter gustare ancora un bel piatto di sofficini. Poi, voltandosi verso il suo scheletrico nocchiero, non fece in tempo a vedere che quest’ultimo gli affondava la dita ossute nel petto, spingendosi fino al muscolo cardiaco.
“Mille grazie per aver conservato questo corpo in così buono stato!”
Branca chiuse gli occhi per alcuni minuti e quando li riaprì si ritrovò nel corpo di uno scheletro. Alfa, il nuovo Angelo, lo osservava ghignando. Si trovavano di fronte alla scalinata della cattedrale. L’ecatonchiro era divenuto una gigantesca statua marmorea, che occupava il posto un tempo appartenuto al roseo battistero.
“Io entro per l’incoronazione, commissario. Grazie ancora per questo corpo divino!”
“Che ne sarà di me, maledetto!”
“Entra pure tu. Inginocchiati di fronte all’iscariota. Forse ti concederà udienza. Forse ti rimedierà un nuovo corpo. In fondo con il tuo comportamento ignavo hai fatto il suo gioco!"
Le parole del Cherubino vennero interrotte dal boato impetuoso di una cannonata: Scilla veniva sparata verso il cielo da Cariddi. Quest’ultimo si dissolse, vinto dallo sforzo. Il proiettile demoniaco si andò a schiantare contro il sole rosso del pandemonio, che si spense come una lampadina bruciata. Sulla terra calarono le tenebre.
Presto però un nuovo sole sarebbe sorto ad illuminarla. Un sole freddo e spettrale. Il sole di una nuova era.

Superpippo

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