22 Settembre
Branca spicco il volo e puntò dritto alla sella dell’ecatonchiro deciso a prendere possesso della poderosa bestia.
La sua traiettoria sfiorò soltanto quella di direzione opposta del drago di acciaio verso il Papa Nero che venne protetto dai restanti membri del conclave: uno scudo umano compatto nel quale affondarono gli artigli della bestia.
L’assalto era stato respinto al prezzo di un’ecatombe di arcivescovi che sanguinanti e morenti avvinghiavano il mostro meccanico impedendogli di spiccare nuovamente il volo.
C gettata la sacra Alabarda scappava per il lungo ed angusto passaggio segreto che dal palazzo del vescovado conduce al Duomo tallonato dal profeta maledetto anch’esso disarmato, privo dell’arto demoniaco ma ancora in possesso del reliquiario.
Il vantaggio del nero padre era comunque considerevole e giunto alla fine del cunicolo si apprestò a tirare una vecchia leva che interpose un muro di marmo spesso sette metri tra se e l’inseguitore.
“..tempo.. giusto il tempo di arrivare al pannello di controllo..”
Giunto all’altare Cardinali pronunciò una breve formula che vi fece apparire sopra una serie di comandi di natura non terrestre. Sudando ed imprecando in Aramaico operò fino a quando un forte fischio giunse da piazza duomo.
“..è pronta..”
Il cavaliere nazista dell’ecatonchiro si voltò verso l’angelo che era giunto in volo al suo fianco.
“Salve Commissario, si accomodi. Dove la porto?”
Lo scheletro mostrò a Branca una mano sulla quale era ancora attaccato un brandello di pelle tatuata.
“Alfa!”
Cardinali spalancò il portone della chiesa. Nessun demone infestava la piazza e non fosse stato per il sole rosso e gli svariati cadaveri difficilmente si sarebbe potuto intuire di essere al centro di un pandemonio.
Una voce corale trafisse come un dardo infuocato il cervello del sinistro pontefice:
“Ci avevi promesso il reliquiario.. avevamo un patto”
I due leoni di marmo a guardia della porta presero vita e in pochi lugubri gesti gli sbranarono le gambe per poi tornare immoti alla loro funzione monumentale. Nonostante l’atroce resa dei conti con gli antichi san Pietro C si muoveva ancora e prese a scendere la scalinata scivolando sul proprio sangue aiutato dallo stesso flusso di plasma torrentizio ed inverosimile.
Il profeta apparve sul portone della chiesa.
“Un ultimo atto d’amore santo padre”
In pochi passi raggiunte l’agonizzante, si inginocchiò al suo fianco ed estrasse dal sacro scrigno un fallo avvizzito benché eretto, perfettamente mummificato e comprensivo di testicoli.
Impugnata la reliquia il giovanissimo profeta benedisse la signora Cardinali prima di inserirla con forza tra le due cosce dilaniate.
“…il Suo corpo….”
Il Papa iniziò a gonfiarsi come un palloncino: la carne si tendeva e si lacerava, i muscoli, i tendini, i nervi saltavano come lacci e ben presto assunse l’aspetto di una sfera di sangue pulsante.
Esplose in un'unica spaventosa emorragia, in una nuvola rossa.
Quando Branca ed Alfa a cavallo dell’ecatonchiro uscirono dal palazzo del vescovado videro seduto sulla gradinata del duomo un uomo barbuto e basso, nudo e completamente sporco di intestini che serenamente sbranava il corpo di un ragazzino. La testa mozzata del profeta poco distante ancora gridava di gioia:
“..il disegno è completo.. il miracolo.. Giuda è tornato!”
Dio
Nessun commento:
Posta un commento