martedì 26 giugno 2007

Toccata e fuga di B

22 Settembre

In quella improbabile posizione, circondato da una tale folla di depravati, Branca non poteva certo notare quella schiera di sapienti incappucciati, addossati alla parete di fondo della sala: i membri del conclave. C, prima di procedere con il rituale, volle assicurarsi che questi ultimi fossero tutti presenti: li contò uno dopo l’altro:…16, 17, 18, 19..ne mancava uno all’appello: Benedetti!

Il soffitto del salone venne squarciato da una prorompente nuvola verde, dalle cui incorporeità balzò fuori l’orrenda sagoma di Benedetti. Lo scienziato rigurgitava esultante bava olivastra.
“Fermi tutti! Credevate che C potesse compiere il miracolo…ma io conosco un buon motivo per ritener vero il contrario. Ho ricostruito la lingua di un certo ragazzino: sapeste cosa mi ha detto! Una sola, sconcertante, rivelazione, di cui vi renderò tosto partecipi. La verità è che..cazz..blurp..ahhhh!”
Lo scienziato abbassò lo sguardo e scoprì di avere una motosega circolare conficcata nel torace. Caifa si svestì dell’invisibilità che lo aveva tenuto nascosto sino a quel momento.
“Ora non puoi più parlare!” esclamò il terribile demonio.
“Bravo Caifa” esultò C “per questo tuo gesto ti perdono per il trattamento oltremodo sanguinario che hai riservato al nostro Chico..quando sarò Papa gli procurerò un corpo da semidio! Ed ora finisci quel rettile di Benedetti!”
“Con piacere!” Ad un cenno della sua mano, la motosega di Caifa si tramutò in un gigantesco ragno meccanico: era già pronto a divorare l’agonizzante B, quando una voce di fanciullo si levò dalla folla:
“Fermo, orribile mostro. I tuoi passi non solcheranno mai più questa terra!”
Il piccolo messicano fece un passo in avanti. Gli fu sufficiente un piccolo gesto del dito per mandare in frantumi il ferroso discendente di Aracne. Caifa sbottò, in preda all’ira, deciso ad annientare il più in fretta possibile quel microscopico rivale:
“Non osare sfidarmi moccioso…non so chi tu sia, ma me la pagherai cara”
L’avambraccio del demone assunse allora le forme di una lunga frusta chiodata, ma il piccolo ne scansò agilmente i fendenti, per poi scagliare tutta la folla di spettatori contro Caifa, sotto forma di dardi infuocati. Quest’ultimo spense le fiamme con un respiro gelido e vigoroso.
Nella sala erano rimasti ormai soltanto i membri del conclave, impassibili sul fondo, i due contendenti, C con i due sacrificandi, Branca e il torso umano, e per finire l’agonizzante B, disteso sul pavimento, intento a miscelare polverine colorate.
Caifa si staccò la frusta dal corpo, frusta che si tramutò subito in un pericolosissimo serpente tentacolare. Il profeta si lasciò ingoiare dalla creatura senza opporre resistenza, per poi squarciarne le carni dall’interno, con una fontana di raggi iridescenti. Il corpo del fanciullo era ora coperto di sangue oleoso: i suoi occhi tremendi, color dell’abisso.
“Ora mi hai seccato mocciosetto” sentenziò Caifa “Sai perché mi hanno bandito dal conclave? Beh..diciamo che conosco qualche formula proibita..roba molto scomoda: in sostanza, sono cazzi amari per te! Ora ascolta..iktarr..neprilll…thasjsj…Φ♣⅔…toepqqeaiala99918714242”
Caifa giunse le mani, mantenendo uno stato di concentrazione assoluta. Il profeta restò fermo un istante. Poi, i suoi occhi si spensero come una lampadina bruciata. Il fanciullo si portò allora le mani al collo, iniziando a strangolarsi. L’imposizione stava sortendo l’effetto desiderato, ma necessitava di concentrazione assoluta…assoluta..uno scoppio improvviso! Le polverine di Benedetti! Il suo ultimo disperato gesto, su questa terra. Caifa perse l’equilibrio e cadde a terra. Il profeta riprese conoscenza.
B esalava in quell’istante l’ultimo respiro. Le sue mani erano state mutilate dallo scoppio..sul suo volto si era delineato una specie di sorriso..B lo sapeva bene..morendo, sarebbe forse finito in pasto a Cerbero, ma, almeno non avrebbe assistito ad alcun Pandemonio.

Superpippo

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